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Domenica, 23 Luglio 2017
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Diario di Malta: Bruno Maffezzoli
Abbiamo chiesto ai vogatori e alle vogatrici protagoniste della regata internazionale di Malta (martedì 7 giugno) di raccontarci la loro esperienza e di farci vivere così le emozioni provate nell'ambito dell'intera trasferta. Il primo a rispondere è Bruno Maffezzoli (Scuola del Remo).

"Sono gli incontri e la curiosità che creano novità e cambiamento nella vita delle persone e della società. L'invito a partecipare ad una regata tradizionalmente ristretta ai soli residenti di Malta è sintomatico di questo desiderio di aprire la propria esperienza e la propria storia a chi la possa condividere perché accomunati dalla stessa passione anche se di nazionalità diverse. Qualcuno finalmente comincia a guardare alla diversità come ricchezza e non più come un limite. Contaminare e lasciarsi contaminare è stata la parola d'ordine dei giorni indimenticabili che abbiamo passato a Malta. Seguiti passo passo da due appassionatissimi della voga : Joseph Grima e David, in prima fila per la nostra accoglienza, l'organizzazione e le "dritte" sulla loro tecnica di voga. Quando ho capito che (addirittura) speravano nella nostra vittoria e ho visto che ci seguivano ed incitavano come se fossimo stati sempre del loro club, ho capito che eravamo di fronte a delle persone fuori dal comune, che hanno capito che l'unica maniera di mantenere viva a lungo una tradizione è condividerla con chiunque sappia apprezzarla e sia disposto a "starci". Nell'era della globalizzazione le "chiusure" hanno il fiato corto.
Ecco dunque due lacustri di mezza età che remano "in piedi" nei porti di Malta su una barca vista solo pochi giorni prima in fotografia, assieme a due giovanottoni di Genova del "sedile fisso". Sembra la barca ideale per la nostra Federazione che raggruppa tutte le voghe tradizionali sia sedute che in piedi. A rendere il tutto più interessante è la presenza nella task force italiana, di Marco, giovane prodigio dal Lago di Lugano, una coppia pluridecorata di vogatrici veneziane e cinque amici e amiche di Taranto che hanno tenuto alto il brio e l'entusiasmo del gruppo.
I giorni a disposizione per provare le barche e abbinare gli equipaggi sono solo tre. Non perdiamo tempo in discorsi e ci dividiamo subito "ad intuito" sulle tre barche a disposizione e dopo le prime prove capiamo subito che non è banale portare al meglio barche di questo tipo. Se non sono equilibrate vanno dove vogliono. Dopo inutili tentativi di assettarla senza pesi, troviamo un equilibrio caricando una ventina di chili di sacchetti di sabbia, in parte a poppa e in parte sul lato. Mi faccio spostare di 40 cm il paletto che fa da scalmo, con qualche risolino dei locali che si sgomitano e si dicono in maltese stretto : " voglio vedere come fa a tenerla ". Lino, il marinaio del circolo che con molta disponibilità ci fa tutte le modifiche che gli chiediamo, (anche quelle che non approva), in un italiano approssimativo ma eloquente ci traduce anche i commenti (non credo proprio tutti) degli spettatori divertiti. Dopo il secondo giorno di uscite ci dice che non siamo poi male. Trovato un quasi equilibrio, ci mettiamo un po' tranquilli e cerchiamo di provare senza accumulare inutilmente acido lattico. I nostri amici dell'altro equipaggio maschile invece, non si danno pace e sfrecciano instancabili in lungo ed in largo per le insenature della Valletta. D'altronde solo Gianluca (Lni Taranto) rema in piedi. Angelo sta cercando di imparare al volo. Vincent originario del Ghana, a prua tira e tace. Marco, un metro e novanta di serietà e determinazione, sta al gioco.
Le nostre donne sono le più eleganti. Equipaggio che abbraccia tutta l'Italia da Venezia a Taranto. Trovano presto accordo ed assieme, con l'approvazione e l'ammirazione dei loro angeli custodi del club "Bormla". Sanno di correre uniche femmine contro equipaggi di maschi, ma ci credono e vogliono dare comunque il massimo e vendere cara la pelle. Martedì, giorno della regata, è festa nazionale per Malta: si ricorda l'istituzione del primo parlamento indipendente della loro Repubblica. I preparativi per creare un evento grandioso sono febbrili. I nostri Joseph e David si fanno in quattro per seguirci e contemporaneamente coordinarsi con gli organizzatori delle varie fasi della festa. Dopo una mattinata tranquilla mettiamo in acqua la barca controllando l'attrezzatura su consiglio di joseph (i sabotaggi non sarebbero una novità). Partendo ci chiedono di trainare due zattere costruite con pallets e bidoni fino alla partenza della loro gara, quindi addio riscaldamento soft. Quando ci superano altre barche che vanno alla partenza e alla richiesta che ci sgravino almeno di una delle due zavorre, ci rispondono con risolini e commenti ai quali rispondiamo per non saper né leggere né scrivere, con degli "assoreta !"
Ci avviciniamo ad un motoscafo e lo invitiamo caldamente a proseguire lui il traino. Tagliamo la sagola e voliamo letteralmente verso la partenza. Sulla linea tutti scalpitano e si rifà l'allineamento un paio di volte e poi bum ! Partiti ! Mi accorgo subito che la spinta c'è e che siamo all'altezza dei migliori e teniamo la prua di poco fuori dalle barche vicine. Avvicinandoci alla boa le traiettorie si stringono e incrociamo i remi con l'altra barca del nostro club sul lato destro. Grazie alla destrezza del Ferdi e di Matteo non ci incastriamo. Anche da sinistra ci stringono, rischio di fare il sandwich. Scorgo la giuria e con gesti ed urla che lasciano poco all'interpretazione faccio capire che mi stanno chiudendo. La giuria dice qualcosa alla barca alla mia destra , che essendo indietro di quasi mezza lunghezza secondo le loro regole deve cedere il passo. Entriamo così interni alla boa mentre la barca a sinistra che si è leggermente avvantaggiata per le nostre correzioni di rotta per evitare gli incroci, ci dà dentro e si prende qualche metro. Seconda boa simile alla prima. All'uscita ci spostiamo per provare un sorpasso, ma il vento contrario, la terza posizione, e la scarsa conoscenza delle nostre possibilità mi consigliano di prendere la scia per un po' . Vedo che comunque il quarto retrocede e così preferisco andare sul sicuro controllando invece di attaccare. Esco solo poco prima dell'arrivo per tentare "qualcosa". L'arrivo è più vicino di quel che sembrava e la regata si conclude. Grande Ferdy che con i suoi 61 anni e una preparazione non ottimale ha retto bene fino in fondo. Grandi "cip e ciop" (Matteo e Simone) che hanno tirato sempre senza vedere dove si andava. Gli altri italiani sono indietro causa collisioni. La barca delle nostre donne ( la voga femminile è un inedito a Malta ) arriva tra gli applausi .
Segue festa mai vista con fuochi, sfilate di off shore, carosello di yacht a vela con mega bandiere, fuochi d'artificio, luci colorate radenti i bastioni seicenteschi delle tre fortezze che danno sul porto, veliero illuminato con trapezista appesa tra gli alberi e decine di migliaia di spettatori che assiepano gli alti bastioni e ogni punto panoramico.
Al di là del risultato dignitoso il bilancio dell'esperienza è assolutamente positivo : sia per l'accoglienza ricevuta, che per gli aspetti umani e sportivi . Non so cosa ne nascerà; sicuramente nonostante non ci fossimo mai visti prima, siamo riusciti a fare gruppo e a lavorare sodo. Siamo riusciti ad entrare in sintonia anche con i Maltesi che ci hanno trattato come loro compagni di club . Insomma : Esperienza indimenticabile ! Grazie ficsf , grazie Marco
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