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Martedì, 22 Agosto 2017
F.I.C.S.F. WEB SITE: NEWS ED EVENTI indietro
Gabriele Fantato, Una questione di testa
La Canottieri Caldè ed il canottaggio a sedile fisso nel cuore. Per Gabriele Fantato, neocampione d'Italia nel singolo Cadetti, un anno indimenticabile ed è quindi importante ripercorrerlo assieme a lui. Facendo un passo indietro, ritornando prima di tutto alle origini: la scelta di questa disciplina sportiva.

"Mi sono avvicinato al canottaggio a sedile fisso circa due anni e mezzo. Non c'è un vero e proprio motivo ma, dopo le prime gare, ho visto che adoravo il sedile fisso e perciò ho deciso di continuare". Gabriele passa subito al sodo e va a snocciolare i tratti identificativi della sua Canottieri Caldè. "A parer mio, va sottolineato che qui ogni canottiere viene seguito al meglio dai nostri allenatori e questo ci permette di ottenere degli ottimi risultati a livello nazionale. Penso di poter dire anche che un' altra caratteristica sia l'onestà e la semplicità delle persone che la compongono e questa cosa la notano anche le altre società con cui i rapporti sono davvero ottimi".

Fantato insiste sull'ambiente. "Mi hanno subito accolto come fossimo tutti di una stessa e grande famiglia e così  mi sono trovato a mio agio! Poi ho trovato un ambiente pulito nel senso che ho visto sin dal primo momento che le persone, dalla presidentessa agli allenatori passando per gli stessi atleti c'era un grande clima di reciproca fiducia".

Saltiamo al Campionato Italiano, ai perché del successo. "La preparazione è stata molto lunga e piuttosto faticosa: mi allenavo tutti i giorni, d'inverno e d'estate. Doppio turno! Facevo pesi, corsa, uscivo in barca e mi sedevo spesso al remoergometro. Ma devo dire che lo sforzo più grande è stato a livello psicologico. Nessuno dubitava delle mie prestazioni in termini di forza ma si temeva che agitandomi avrei potuto perdere. Partendo da questo presupposto mi hanno sempre tranquillizzato e il mio allenatore continuava a ripetere che il tutto lo faceva la testa. Dovevo partire convinto di me stesso e così è stato. La preparazione mentale e lo scarico dell'allenamento sono stati fondamentali per la vittoria".

La finale, un ricordo nitidissimo. "Ero oltremodo agitato: prima di salire in barca infatti continuavo ad a girovagare senza meta e salito in barca,ormai, non potevo più tirarmi indietro. Sarebbe stato stupido. Quando è partita la gara avevo il cuore che batteva a mille ma nonostante questo ho dato il meglio di me in partenza. Devo confessare che per almeno quattrocento metri ero dietro ma la testa ha fatto tutto: ero dietro ma vedevo che il mio avversario diminuiva, io ero costante e quando ho visto che lo stavo recuperando ho aumentato al massimo delle mie potenzialità del momento. Agli ultimi duecentocinquanta metri, alle boe rosse, ero davanti ed ero esaltato anche se con poche energie ancora in serbo. Al traguardo sono arrivato con circa quattro secondi di vantaggio ma tutto dolorante: ho avuto solo la soddisfazione di gridare ed esultare. Non ci potevo credere ma se devo essere sincero è stato più emozionante quando mi sono rivisto nei video che dal vivo". Il podio. "E' stata poi una grandissima emozione salire sul podio con i miei genitori e mio fratello, il mio allenatore e la presidentessa in lacrime".

Ricco il libro delle dediche. "Prima di tutto alle persone che mi hanno seguito: Francesco in primis poi Claudio e Guido e la presidentessa Marinella senza dimenticare la mia famiglia che ha sempre creduto in me e al mio migliore amico". E adesso? "Il mio futuro è qui a Caldè: non potrei mai lasciare questa società dopo tutto quello che è stato fatto per me e poi ormai siamo un gruppo unito e andarmene mi dispiacerebbe moltissimo! Il ringraziamento va a tutte le persone della canottieri e della mia famiglia indistintamente: hanno creduto dal principio in me".

Il modello? " Se c'è un canottiere che stimo? Direi di sì: Elia Luini e se potessi arrivare ai suoi livelli sarebbe fantastico". Gabriele fuori dal canottaggio. "Il tempo libero lo trascorro con gli amici oppure in casa cantando canzoni di genere rock e metal! In canottieri non mi hanno mai sentito cantare, direi che mi hanno sentito più volte fare il cretino in falsetto ma cantare seriamente no. La scuola che frequento è il Liceo scientifico Vittorio Sereni e una volta uscito vorrei andare a fare la facoltà di matematica".
 
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